Non Aprire

Non Aprire. Canile di Mirandola. Emilia Romagna, 29 maggio 2012.

Una violenta scossa di terremoto, avvisata già da altri eventi sismici da gennaio a maggio, colpisce l’Emilia Romagna e viene avvertita in tutta l’Italia Settentrionale.

Paesi distrutti, persone sfollate e tendopoli diventano gli scenari più frequenti per i media ma non solo. Vivere in una tendopoli, in un garage, in una dimora d’emergenza, ti costringe a dare almeno qualcosa di sicuro al tuo amico a quattro zampe. Solo che, gli animali domestici abituati ad uno stile di vita fanno fatica ad adeguarsi, molto più se l’unico modo per salvarli è metterli in un canile o gattile.

Questo è quello che i media non hanno fatto vedere. Questa è la situazione critica di tutti i canili e battili dell’Emilia presi d’assalto per una situazione tragica. Forse, dico forse, anche un caso di scusate per allontanarsi dal proprio amico peloso, senza sentirsi la coscienza sporca con una manovra di abbandono.

La paura di questi animali dell’accaduto, l’ansia dell’abbandono, la visione di una vita differente da come è stata fino a ieri letta nei loro occhi, che allo sguardo esterno, prendono la stesse sembianze degli inquilini ordinari.

Il Canile di Mirandola è uno di quelli con più problemi, ma non solo. Ci troviamo di fronte ad una situazione che sta sfuggendo di mano alle autorità ed i volontari non riescono a far fronte (sia con la manodopera che con le tratture) alle esigenze degli animali.

I canili e gattili fotografati per questo progetto sono solo una parte di quelli affollati e che hanno avuto collassi di struttura, oltre anche a problematiche legate a mancanze edilizie prorpio a causa del terremoto.

Ad oggi non si sa ancora se l’allarme è rientrato e i media continuano a trascurare l’emergenza che, con quella strutturale, riveste carattere d’urgenza. Le condizioni igieniche, se pur seguite dai volontari, diventano precarie anche con l’aggravante del caldo.