Street of New York

La street photography con la quale Angelo Ferrillo celebra lo svolgimento delle esistenze che danno vita alle contraddizioni di New York City, concentrandosi su propri incontri per la strada, ha un valore fuori dal­l’ordinario, che va subito sottolineato. La sua fotografia è autenticamente e inviolabilmente tale -fotografia-, e non declinazione in chiave visiva di altri linguaggi del racconto. La sua fotografia non ammicca, perché l’autore rispetta la dignità e personalità del soggetto raffigurato, rappresentato in educata forma fotografica. A proprio modo, ognuna per sé, e tutte insieme nell’incessante sequenza di immagini, ciascuna fotografia afferma una inviolata dignità e personalità.
Angelo Ferrillo mette la propria fotografia a servizio. Tutto sommato, non esprime giudizi di merito, anche se l’apprezzamento dei momenti e la complicità con le singole esistenze è manifesta e palese. Invece, e più concretamente, l’autore registra, documenta, incasella e mette in ordine. Al cospetto di questa serena declinazione diretta della fotografia, che non intende raffigurare la Storia, ma raccontare storie da condividere, è soprattutto il caso di congratularsi con l’autore. È soprattutto il caso di esprimere quella gratitudine che si riserva a coloro i quali, fotografi e non solo, non salgono in cattedra, ma hanno l’umiltà di stare accanto e al fianco dei propri osservatori, che accompagnano in percorsi comuni. Nessuno è maestro, nessun altro allievo, e tutti insieme godiamo del dare (uno) e ricevere (gli altri).
Questo è il grande valore della fotografia di Angelo Ferrillo, che comunica all’esterno con la leggerezza, ma consistenza, di chi finge di non volerlo fare, di chi finge di percorrere un territorio solitario. Ma, attenzione, non si vada troppo in fretta. Ogni fotografia è parte di un insieme, che aiuta a comporre, ma è diversa dall’altra. Rallentare. Questo è il consiglio. Sapete com’è: domani e domani e domani, il tempo scorre a piccoli passi.
Maurizio Rebuzzini